easy easy jappanese take the queen and kiss the king and that was easy ;)
venerdì 20 aprile 2012
mercoledì 14 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
lunedì 23 gennaio 2012
profumo di pulito
Io questa sera ho pulito i fornelli benissimo; è lunedì, ormai sono a
casa mia. Da qui non mi muovo. mi consolo nell'estetica dell'abbandono.
Mantenere il peso forma è necessario. E la piega un potente mezzo.
Mi immagino -anche senza esagerare-, con i nervi saldi come acciaio; in un alto mondo; come un personaggio che, bello-bello, è convinto che esista solo lui.
Io, invece, sono la maschera di me stessa...
e mentre la voce mi si spezza, consiglio alla mia terapista di stare su con la vita, Dottoressa... e l'ultima sillaba la pronuncio a bassa voce per la vergogna.
E' che io sono forte, e tutti ci credono.
E poi la sera vado a letto e tremo perché la mia camera confina col cavedio in comune con la legnaia e un bagno che nessuno usa se non ad agosto. E sono felice di ricordare mio nonno fissato in un'immagine.
Lui sulla cinquantina, con tutti i capelli bianchi, un primo piano; la foto è bianco e nero ma dal contrasto si intuisce la pelle olivastra; tiene la cornetta all'orecchio e intanto sorride in macchina.
Mia nonna ha amato solo lui, e intendo "solo" lui.
Poi ci sono stati i figli, poi le nipoti.
Ci ha riempiti di cure amorevoli, ma quando è morta io ho pensato, per un attimo, che lei -nella consapevolezza di morire- fosse felice perché davvero ci credeva che avrebbe finalmente raggiunto il suo grande amore.
Tipo Dio.
A me questa stanza piace, adoro il cuscinone di piume che pesa circa mezzo chilo e che nonostante tutto, il tempo, i ricordi, la montagna e l'eco della solitudine, riesce a scaldare i piedi.
Dio ti ringrazio per essere ricco, copioso, generoso, divertente, profumato di talco e canfora, morbido...
Mantenere il peso forma è necessario. E la piega un potente mezzo.
Mi immagino -anche senza esagerare-, con i nervi saldi come acciaio; in un alto mondo; come un personaggio che, bello-bello, è convinto che esista solo lui.
Io, invece, sono la maschera di me stessa...
e mentre la voce mi si spezza, consiglio alla mia terapista di stare su con la vita, Dottoressa... e l'ultima sillaba la pronuncio a bassa voce per la vergogna.
E' che io sono forte, e tutti ci credono.
E poi la sera vado a letto e tremo perché la mia camera confina col cavedio in comune con la legnaia e un bagno che nessuno usa se non ad agosto. E sono felice di ricordare mio nonno fissato in un'immagine.
Lui sulla cinquantina, con tutti i capelli bianchi, un primo piano; la foto è bianco e nero ma dal contrasto si intuisce la pelle olivastra; tiene la cornetta all'orecchio e intanto sorride in macchina.
Mia nonna ha amato solo lui, e intendo "solo" lui.
Poi ci sono stati i figli, poi le nipoti.
Ci ha riempiti di cure amorevoli, ma quando è morta io ho pensato, per un attimo, che lei -nella consapevolezza di morire- fosse felice perché davvero ci credeva che avrebbe finalmente raggiunto il suo grande amore.
Tipo Dio.
A me questa stanza piace, adoro il cuscinone di piume che pesa circa mezzo chilo e che nonostante tutto, il tempo, i ricordi, la montagna e l'eco della solitudine, riesce a scaldare i piedi.
Dio ti ringrazio per essere ricco, copioso, generoso, divertente, profumato di talco e canfora, morbido...
venerdì 16 dicembre 2011
Diario di esperienze # 1
Questa sera navigando mi sono strippata a guardare Netlog.
E' davvero trash!!!!
Le foto sembrano gli scarti di un casting al primo giro.
C'è di tutto...
nani, ballerine... come si suol dire (e mi rendo conto - mentro lo typo - che è un modo di dire "discriminatorio")
Be per quanto sia trash ho tre amici su netlog ed evidentemente ci sono anche io!
ha ha ha!
... Be' la notizia è che non sento quei tre "amici" da 10 anni e manco mi ricordo di essermi iscritta a Netlog.
Poi sono passata per Groupon.
volevano la mia mail e non avevo voglia di dargliela.
Verso le 18 ho aggiunto un nuovo amico su FB, un vecchio conoscente che ho incontrato per strada, per caso.
Sì, sì mi ha fatto piacere.
Quando ci siamo visti abbiamo anche chiuso le rispettive telefonate.
Hm.
Ma appena l'ho aggiunto su FB mi sono ricordata che eravamo già amici su FB e... che vivido ricordo! - lo avevo anche eliminato dalle amicizie un giorno in un momento ripetivito nel quale mi son messa a fare pulizie di primavera (intendo Fb e altri social network).
post per G+
Qualcuno ha un bel libro da consigliare?
By the way:
da oggi il mio profilo di G+ e il mio blog sono collegati
mercoledì 7 dicembre 2011
martedì 15 novembre 2011
l'acrobata
Tutte le
peripezie umane sono dei numeri di circo.
- Federico
Fellini
I.
Io sono l'acrobata, nato dal tentativo di srotolare uno ad uno i
ricciolini di pensiero, di quando vuoi seguire il filo di tutto e
contemporaneamente capire la struttura e riesci così ad immaginarti, per un
istante soltanto, come funziona il cervello in modo plausibile. Sono un
pezzetto grigio ribelle, mi sono staccato da quella massa molliccia e mi sono
buttato per terra. Mi sono cacato fuori per tempo, perché dopo lo sforzo immane
il pensiero torna sui suoi passi cancellando le prove del suo passaggio. Sono
la prova vivente, commuovente come una cipolla che diventa sempre più bianca,
sempre più lucida, sempre se stessa ma più perfetta fino a sparire lasciando in
lacrime il pubblico come un film fatto apposta. Posso dire quello che voglio,
non c'è struttura che mi sappia intrappolare, sono una gaffe, un filantropo
astratto e devo dire che esser nato non mi dispiace per niente nonostante da
quando abbia messo piede su questa terra ho sentito contemporaneamente che alla
fine non c'è scampo.
Me ne sto sul filo per ore e, mentre il pubblico urla di spavento,
io alzo bandiera bianca per confessare la relatività di tutto me stesso e
volontariamente mi lascio cadere.
Mi ritrovo per terra, sono piccolo e lucido come una gomma sputata
e nel giro di un op là, devo assicurarmi di non morire, che nessuno mi calpesti
alzandosi dal divano per andare a prendere un bicchiere d'acqua o semplicemente
per cambiare di posto. Nel frattempo riprendo forma a vista d'occhio, le mie
gambe le mie braccia e le mie spalle, sento mia la faccia che ho, sono un omino
completo, ho addosso una tuta rossa da supereroe con gli elastici ben stretti
alle caviglie e sono alto dieci centimetri sono aggrappato alla gamba del
tavolino, quella più lontana ed esterna dal centro dell'attenzione. Il punto
fuga del discorso, spero che nella stanza ricomincino a parlare per
sgattaiolare fuori casa.
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